Amiamo Gesł senza misura e sacrifichiamo tutto per la sua gloria: riposo, cuore e vita

Offertorio

E' opportuno premettere che Madre Maria nelle sue adorazioni e contemplazioni, ha ricevuto da Gesù Eucaristico la percezione ascetica di due momenti offertoriali nella S. Messa.
Il primo è quello che corrisponde all'offertorio del rito della S. Messa e viene commentato ora al suo posto.
Il secondo assai profondo, da lei gustato e fatto scopo della spiritualità della sua Congregazione religiosa è una verità di altissimo valore, e sarà commentato alle parole della Messa: "Per Cristo, con Cristo ed in Cristo, ecc.". In questo secondo offertorio c'è la valorizzazione del sacerdozio dei fedeli che deve coinvolgere salutarmente i cristiani.
II sacerdote prepara il pane ed il vino che diventeranno il corpo ed il sangue di Cristo.
Questa azione viene espressa con precisazioni assai preziose, che non devono essere cambiate.
Se ogni cristiano comprende bene l'aspetto ascetico di quanto si compie qui all'altare, l'offertorio diventa spiritualmente coinvolgente e impegnativo.
Per coinvolgere più evidentemente chi partecipa alla S. Messa c'è a volte la processione offertoriale.
Poco servirebbe se mancasse la percezione del significato. II sacerdote offrendo il pane dice:
"Benedetto sei tu, Signore, Dio dell'universo, dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo pane, frutto della terra e del lavoro dell'uomo; lo presentiamo a Te, perché diventi per noi cibo di vita eterna."
II popolo "acclama" (è detto così per significare la riconoscente importanza del gesto):" Benedetto nei secoli il Signore!"
Nella preparazione del vino per l'offertorio, la liturgia prescrive ancora gesti e parole di forte significato che non devono essere cambiate e nemmeno restare inascoltate dai fedeli presenti.
Nel calice, versato il vino, viene immessa qualche goccia d'acqua, la quale rappresenta ma non sostituisce l'anima di ogni persona, e, secondo gli antichi Padri della Chiesa, tutto il popolo cristiano.
È giusto pertanto che in quel calice ci sentiamo compresi anche noi per unirci noi pure nella consacrazione e così restare coinvolti nel Sacrificio di Gesù.
II sacerdote esprime in modo chiaro questo concetto e questa prospettiva ed i fedeli devono ringraziare e lodare Dio ripetendo: "Benedetto nei secoli il Signore".
II sacerdote inchinandosi dice sottovoce per se stesso e per il popolo alcune parole che ripetono il medesimo concetto di unione al sacrificio eucaristico. "Umili e pentiti accoglici, o Signore; Ti sia gradito il nostro sacrificio (quello di "tutta" la comunità) che oggi si compie dinanzi a Te".
Lavate le mani, in segno di purificazione, il sacerdote invita i fedeli a pregare perché il sacrificio ottenga favorevole accoglienza presso Dio.
II popolo risponde approvando e augurando che dia lode alla Trinità e giovi a tutta la Chiesa, oltre che ai presenti. Riportare il testo è opportuno perché si possa comprendere l'espressione della unione delle gocce di acqua al vino nel suo profondo significato.
"Pregate, fratelli, perché il MIO e VOSTRO SACRIFICIO sia gradito a Dio, Padre Onnipotente".
"II Signore riceva dalle tue mani QUESTO sacrificio a lode e gloria del suo nome, per il bene nostro e di tutta la sua santa Chiesa".
Il popolo nelle festività, ed anche quando è possibile, può sostituire con un canto alcune di queste espressioni; è bene che sia un canto che non trascuri questo significato così importante dell'offertorio; tanto è vero che, anche quando c'è il canto, la parte esortativa finale sopra riportata non viene omessa.
A questo punto è doveroso riportare alcune espressioni di Madre Maria, senza temere di essere prolissi perché sono molto significative ed utili:
"Io mi pongo con te (o Gesù) sull'altare e non ne voglio più scendere.....
Che della tua offerta e della mia sia fatta un'unica offerta. O Divino Gesù, quando sei entrato nel mondo per sostituirti ai sacrifici della antica alleanza, che erano solo un'immagine del tuo Sacrificio, tu hai detto al Padre: Ecco, io vengo. Nel rotolo del libro è scritto di me che si compia, o Dio, la tua volontà.
Mio Dio, io acconsento e la tua legge è impressa nel mio cuore." 
Ed ancora suggerisce una preghiera alle sue suore:
"Ci terremo nascoste nel Calice divino, simili alla goccia d'acqua che il Sacerdote unisce al vino affinché le nostre umili riparazioni ed il nostro sacrificio si confondano con il Sacrificio del nostro Salvatore e della sua oblazione e della nostra si faccia una sola oblazione." 

"Che cosa è l'unione perpetua al Sacrificio di Gesù se non il sacrificio continuo di se stessi unito all'oblazione della grande Vittima?
Per essere in unione incessante con Gesù, Sacerdote e Vittima, per mezzo della Vergine che offre e si offre, bisogna essere continuamente nell'atto del sacrificio di se stessi. Noi non possiamo offrire Gesù solo e non volere insieme l'offerta e l'immolazione di noi stessi.
Più penso all'Opera (il suo Istituto di Suore) più mi rendo conto che è uscita dalle viscere del Cristianesimo.
Nel sacrificio vi è tutta la religione: Gesù è sacerdote per immolare ed offrire la duplice vittima del suo corpo naturale e del suo corpo mistico. Egli è disceso sulla terra per eseguire e per offrire questo sacrificio; ed è solamente rivestiti di Gesù Cristo immolato e nell'unione al suo sacrificio che il Padre celeste può gradirci e riceverci come suoi." 
"Il Calvario c'è ancora. La croce è ancora eretta sul Calvario eucaristico. Gesù si offre e si immola, ma in modo mistico. Tocca a noi essere, in un certo modo, le vittime di questo sacrificio: dobbiamo dare a Gesù un cuore, un'anima, un corpo immolati, affinché li offra insieme a Lui nel suo sacrificio perpetuo. Dobbiamo portargli i nostri sacrifici, la nostra abnegazione, le nostre agonie, la nostra immolazione volontaria, affinché ne faccia un solo olocausto con lui. Se non facciamo questo, noi non abbiamo parte al suo sacrificio.
All'amore ci si unisce con l'amore; ma al sacrificio non si può unirsi che con il sacrificio; e per il sacrificio ci vuole il sangue del cuore o delle vene." 
"Quando ti trovi ai piedi di Gesù come una statua, non inquietarti, ma offri alla Santissima Trinità il sangue ed i meriti di nostro Signore in compenso del tuo nulla.
E questo vuoto dello spirito è un buon esercizio di distacco date stesso e di umiltà." 
Ed ancora suggerisce come unirsi al sacrificio di Gesù: "Pensa solo alla gloria di Dio, dimentica te stessa.... e sii contenta di servire gli interessi dello sposo divino.
Più nulla di umano e terrestre: Gesù deve bastarti." 
E concludendo questi suggerimenti sapienti di Madre Maria per il nostro offertorio, giova riportare anche una frase da una sua lettera.
"Il mondo non è la terra dei gigli; vi periscono, vi languiscono. Per essi ci vuole la terra del santuario e l'aria del cielo.
Più il tuo amore sarà puro, più sarà ardente; la misura del suo ardore è la sua purezza.Perché il tuo amore sia puro, tutto in te deve essere puro: cuore, anima, mente, corpo, sentimenti, pensieri, parole, tutto! E non soltanto di quella purezza indispensabile per appartenere a nostro Signore, ma di quella purezza squisita, perfetta, angelica, che rende tutto celeste."
I brani riportati sono certamente espressioni di un'anima totalmente offerta ed unita in un vitale e perpetuo offertorio: siano di stimolo per fare della nostra vita un continuo impegno di santità beneficiando così della partecipazione alla Santa Messa.
Leggiamo questo testo scritto per un canto da Madre Maria:
« Au sacrifice, comme la goutte d'eau, dans le calice, Jetez-moi, doux Agneau! O charmes inconnus! Là, je ne vivrai plus, Victime adoratrice, Qu' unie à mon Jesùs, Au sacrifice! (2 fois)
Al sacrificio, come la goccia d'acqua, immergimi nel calice o dolce Agnello!
O fascino sconosciuto! Là io non vivrò più, vittima adoratrice, se non unita al mio Gesù, al sacrificio" (2 volte)

Orazione sulle offerte
È la preghiera conclusiva dell'offertorio, che nel rito precedente alle riforme operate dal Concilio Vaticano II, si chiamava "secreta" perché il sacerdote la recitava a voce sommessa fino alla frase conclusiva "per omnia saecula saeculorum". Queste parole erano allora la conclusione dell'offertorio ed il preludio del prefazio.
Commenta così il Vandeur nella precedente edizione: la rubrica del messale ordina che tanto il Sacerdote concludendo l'orazione, quanto il popolo nel rispondere Amen, alzino la voce. Questo gesto è per significare che l'offertorio è finito e che da questo momento inizia la parte essenziale della Messa.
Lo stesso autore riporta una osservazione di S. Girolamo che dice: "Si sentiva questo Amen del popolo rimbombare da ogni parte nelle chiese, simile ad un tuono."
il popolo cristiano diceva così la sua partecipazione ed approvazione per quanto detto e fatto sull'altare, unendosi così in modo convinto a ciò che è la Messa.
Nel nuovo rito l'orazione sulle offerte persegue sempre uno scopo fondamentale, espresso in modi diversi ma ben formulato, con il quale si unisce l'offerta e la domanda perché Dio aiuti l'anima a rendere efficace l'effetto della Messa per chi vi partecipa.
A questo punto mi sembra utile riportare un pensiero della Beata Madre Maria.
In esso si pone, fra l'offertorio ed il canone, la preziosa opera delle sue suore oranti e vittime volontarie, perché i fini della Santa Messa siano fruttuosi per la Chiesa.
"Ho osato chiedere al Divino Amore di formarsi una piccola legione di vergini che siano i Serafini della terra, di anime pronte al sacrificio, ardenti nella offerta di se stesse.......; di anime completamente abbandonate alla sua azione divina, nelle quali si compiano interamente i suoi disegni di misericordia; ostie unite a Lui, trasformate in Lui, che non vivano più (di se medesime), ma nelle quali Egli viva; ostie vive, nelle quali Egli compia in certo modo la sua Passione, e delle quali possa disporre secondo il suo beneplacito, nell'interesse della sua gloria. Sorelle: fu un sogno il mio?" 
E rivolgendosi a Gesù in uno slancio d'amore aggiunse: "Tu che puoi tutto, compi in noi ciò che il tuo amore ha desiderato; opera tu stesso ciò che hai domandato; e fa che il nostro nulla sia il trionfo del tuo amore misericordioso!
E se la mia miserabile vita può servire a condurti le anime di cui il tuo cuore è assetato e coprire di OSTIE VIVE i tuoi sacri altari, PRENDILA, TE NE SUPPLICO, O AMOR MIO, o almeno trionfa come sposo nelle anime dell'Istituto, e come Re su tutti i cuori!" 
Madre Maria con questi ardenti pensieri ci aiuta a chiedere a Dio che ogni Messa porti grande frutto alla comunità cristiana, coinvolgendola in un coraggioso slancio oblativo in unione con l'offerta di Gesù al Padre.

 




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