Amiamo Gesł senza misura e sacrifichiamo tutto per la sua gloria: riposo, cuore e vita

Come si procede in questo lavoro

La edizione del P. Vandeur ha preso come base da commentare l'unico testo che serviva per l'ordinario della Messa.

Per le parti variabili sono stati scelti dei Testi Sacri (letture e vangeli) scelti allo scopo di una più completa esposizione del pensiero della Beata sulla S. Messa come fonte di vita spirituale.

Ora non è possibile seguire questo ordine di lavoro per ovvie ragioni. Quindi seguirò un criterio più vario e un po' diverso; proprio perché dal Concilio Vaticano II sono state emanate formule ed espressioni piene di ricchezza spirituale.

E per alcune di queste novità si potrà scoprire che la Beata Madre Maria ebbe, per ispirazione del S. Cuore (così lei si esprime), delle anticipazioni e applicazioni che preludono il modo di vivere intensamente nella Messa il sacerdozio dei laici con meravigliose indicazioni apostoliche, ben lontane da certe aspirazioni di alcune anime un po' lontane da quanto ha operato Gesù Salvatore.

I testi saranno presi con serietà, sia come preghiere liturgiche, prefazi e riti vari, e sia come letture bibliche.
Si darà più importanza ai momenti e agli atti più essenziali e ricchi di richiami ascetici ed apostolici che la Messa offre per credere, per amare e per vivere il più grande atto della nostra Redenzione, il Sacrificio della nuova ed eterna alleanza in cui l'Agnello di Dio si offre per noi e con noi, chiedendoci di capire ed attuare anche noi la nostra cooperazione da veri alleati attivi e coerenti.

Vorrei sperare che in questo procedere si riesca a comprendere che la S. Messa non è solamente "una pratica di pietà" e nemmeno "un qualcosa da offrire per i morti" o per "ottenere una grazia".

Spero che si arrivi a comprendere che la S. Messa è la realtà preziosa che Gesù ha istituito e donato perché vi troviamo tutti i motivi per ricambiare l'amore a Lui, alla Trinità intera, insieme con la Madre di Dio. La Messa sarà così il tesoro che non resta nascosto, ma che si scopre con gioia e si vive con amore che convince, converte e santifica in modo progressivo ed efficace. Infatti la Messa, più è capita e vissuta, più piacerà e se ne sentirà la gioia, anzi, spero, la necessità di considerarla come elemento essenziale della vita.

Lascio alla indagine personale lo studio dottrinale della S. Messa, perché renderebbe troppo grande la mole dell'attuale lavoro, e nello stesso tempo rischierebbe di cadere nella insufficienza.

Alla fine del libro ritengo opportuno riportare dal Concilio Vaticano II alcuni brani che illustrano particolari ricchezze del Sacrificio Eucaristico.

Per disporre l'animo alla devota partecipazione È assai utile e importante disporre l'animo al silenzio interiore per essere capaci di ascolto e di contemplazione del grande atto soprannaturale del Sacrificio della nuova ed eterna Alleanza. È pericoloso non disporre l'animo all'attenzione: rimanere quasi assenti e non impegnati rivela poco amore ed espone a guadagnare poco dall'offerta divina.

Ecco un suggerimento di Madre Maria.

Dans le silence,
Seule au pied de l'autel, Mon coeur s'élance Vers l'Epoux immortel... Doux et divins sècrets.. Qui vous dirà jamais? Votre louange immense,
Dieu d'amour et de paix, c'est le silence!"

Nel silenzio,
sola ai piedi dell'altare; il mio cuore è attratto verso lo sposo immortale. Dolci e divini segreti!...
Chi potrà mai comprendervi? La tua lode immensa,
o Dio d'amore e di pace è il silenzio!"

Perché sia un silenzio devoto, che doni il raccoglimento per accogliere la parola di Dio e gustarlo, ci serve anche la seguente sua invocazione:

"O Regina Immacolata, presentami tu stessa al tuo divin Figlio. Io affido alla tua sollecitudine la mia fragilità; la tua potente e materna protezione mi ha sempre aiutata."

Segno della croce

"Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen". Questo segno è mettere l'indirizzo all'atto che stiamo compiendo verso Dio.

Tutta la Trinità opera con immenso amore il Sacrificio divino. Dice Madre Maria:
"Nella Santa Messa il mondo per voce del sacerdote chiama Gesù Cristo!

L'adorabile Trinità lo dona; il mondo e il sacerdote lo ricevono, lo offrono e lo danno alla Santissima Trinità, dalla quale lo ebbero in dono."

"O regale sacerdozio di tutti i cristiani!

Non ne ho intuito che un'ombra; e anche questo poco mi è impossibile esprimerlo.
Mio Dio, come è possibile scendere da questo monte santo (l'altare) dove si compiono tali meraviglie per occuparsi ancora di cose vane e fugaci?

Come avvicinarsi alle creature, se non per dire loro, ed insegnare loro questo segreto d'Amore?" 
"La Santa Trinità!

Oh quanto l'amo!....Io vorrei che questo sia con gli atti e non con le parole!" (Sr. Marie Vincent)
Durante tutta la S. Messa, proprio nel ricordo di quanto ci dice Gesù :" Fate questo in memoria di me", è quanto mai preziosa sollecitudine per ogni anima devota e riconoscente, creare nel proprio intimo un atteggiamento necessario per essere davvero con il Maestro che si dona.

BISOGNA VEDERE CON FEDE E SENTIRE CON AMORE UN DIO PERSONA DA ACCOGLIERE, DA ASCOLTARE, DA AMARE E DA OFFRIRE.

L'anima contemplativa è più attenta e allenata a questo atteggiamento; ma lo deve attuare ogni persona veramente credente nel mistero eucaristico.

I santi veri, anche se non dichiarati, e, come si vedrà, anche la nostra Beata Maria di Gesù, VEDONO E SENTONO UN DIO INVISIBILE, MA NON ASTRATTO, LONTANO, MISTERIOSO.

È importante e beatificante vedere Dio, vedere le tre Persone divine nella loro immensa verità e dimensione di vita, desiderose di comunicare con noi.

DIO VERAMENTE PADRE che dona a noi il suo VERO FIGLIO nell'amore del VERO SPIRITO SANTO sono e devono essere, con Maria, Madre di Dio, gli interlocutori della nostra mente e del nostro cuore, durante il Sacrificio della Messa.

La loro vicinanza sarà utilissima. Ce lo dice S. Agostino:
credi, e sarà con te Colui nel quale credi.

Queste tre Persone vivono nel nostro animo (vita di grazia) come in un tempio. Spetta a noi dialogare con la Carità divina che parla e dona.

È utile soffermarsi in questo suggerimento perché la Messa sia partecipata.

Nella Messa si deve pensare, a quanto ci dice la parola di Dio, prendendo i verbi al presente.

È utile dare qualche esempio che renda meno difficile quanto viene suggerito.

Quando si dice "nel nome", si intende dire "nella persona del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo".

Perciò quando la parola di Dio dice:

"Il Signore verrà", "il Redentore verrà" ecc., cambiamo il verbo al presente.
"Il Signore è qui", " il Redentore è qui"; si è fatto vivo perché gli si parli con fede.
Così a Natale, a Pasqua, a Pentecoste!
Il Maestro è qui, l'Agnello di Dio è qui a immolarsi per me, Vittima pura e santa, Pane di vita, disceso dal cielo, sacrificio, sacramento....
Per disposizione divina, Gesù è la Persona della Trinità più vicina; è l'Emanuele che nel sacrificio della Messa è "Persona fra noi" per un dialogo, per un dono, per fare da maestro di vita, per offrire ancora il suo sacrificio.
Per le anime più profonde e più sensibili, lo scambio di sentimenti nel dialogo diviene così grande che non si riesce più a parlare: SI CONTEMPLA E SI TACE AMANDO CON GIOIA.
Dio in questi momenti diviene INDESCRIVIBILE, e subenra appunto la contemplazione, il silenzio, il raccoglimento. In questi momenti il canto può favorire ed esprimere questo sentimento d'unione con il Dio "venuto vicino e presente per donare ed essere donato".
Nelle chiese di clausura (e alla Servianne l'ho più volte gustato) il canto è sommesso, raccolto, quasi angelico; porta facilmente vicino al mistero che si sta vivendo. Bisogna augurarsi che la Messa sia il più possibile raccolta per viverla bene.
Certamente questo atteggiamento interiore non può essere di sempre; ci sono anche le messe gloriose e gioiose, molto belle e fruttuose.

Però nelle messe più abituali è opportuno, anzi doveroso, indicare come meta da raggiungere questo raccoglimento interiore.

Allora la Messa diventa più simile alla Messa di duemila anni fa nel Cenacolo, quando c'era lo sguardo, quando c'era la parola del Salvatore Gesù.

Quella Persona santa e dolcissima, è presente in ogni Messa e ci dice ancora:
"In questa Messa, fate questo in memoria di me!"

A noi resta il dovere di rendercene conto per rispondere in modo efficace.

Canto di ingresso

Dopo il Segno di Croce, che indirizza tutto il Sacrificio della Messa alla Trinità Santissima e stimola a questo fine la nostra attenzione, nella liturgia della Messa si trova sempre una "antifona di ingresso" chiamata così perché accompagna l'entrata del sacerdote nel suo cammino verso l'altare. È sempre una frase della Sacra Scrittura: è piena di significato didattico ed è intonata al tempo liturgico o alla festività che si celebra.

Molto spesso è sostituita da un canto di tutto il popolo presente.

È cosa molto bella e assai formativa che il popolo canti durante la Messa perché un canto bello e adatto fa gioire e dispone a partecipare.

Madre Maria di Gesù, lei che ha composto le parole di molti canti dice:

"O Gesù, lascia che cantiamo le tue lodi e che proclamiamo la tua misericordia!

Cuore divino di Gesù, vieni ad abitare nei nostri cuori e accendi in essi un amore che corrisponda, se è possibile, all'obbligo che abbiamo di amare Dio!

Tu sei lo splendido giglio dei cieli, il Dio vergine che rapisce il cuore dei vergini!

Tu sei l'Agnello pieno di dolcezza, l'Agnello immolato che ha salvato il mondo!

Tu sei il dono sublime del cielo e l'Ostia della terra! Tu sei tutto nostro, e noi siamo tutti tuoi per l'eternità!
E tu, Vergine Immacolata, esemplare ammirabile della vita riparatrice ed eucaristica, svelaci i tuoi segreti d'amore. Vergine Immacolata, donaci Gesù! donaci l'Amore! Amen!"

 




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