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La Beatificazione

Dall'omelia del Papa

per la beatificazione di Maria di Gesù Deluil-Martìny

"Ecco, io vengo, per fare la tua volontà"


Copyrigt L'osservatore Romano - Serv. Fotografico: Arturo Mari

Questa parola che la Lettera agli Ebrei attribuisce al Cristo, ci rivela quello che Maria Deluil-Martiny fu chiamata a realizzare nel corso della sua vita.
Fin dall'infanzia essa fu commossa per "Le ferite fatte all'amore di Gesù" e per il rifiuto di Dio troppo frequente nella società.
Nello stesso tempo essa scopriva la grandezza del dono che Gesù faceva al Padre per salvare gli uomini, le ricchezze di amore che sprigionavano dal suo Cuore, la fecondità del sangue e dell'acqua che fluivano dal costato aperto.
Essa intuì che bisognava partecipare alle sofferenze redentrici del Crocifisso, in spirito di riparazione per i peccati del mondo.
Maria di Gesù offrì se stessa al Signore, a prezzo di prove e di continue purificazioni interiori.
In verità ella poteva dire: "Ho una passione per Gesù ... La sua vita in me; la mia vita in Lui" (1884).
Prestissimo, Maria seppe partecipare ai suoi vicini il suo desiderio di vivere l'oblazione del Salvatore, in un fervida partecipazione al sacrificio della Messa.
Quando fondò le figlie del Cuore di Gesù, mise al centro della vita religiosa l'adorazione eucaristica.
Comprendendo in profondità il sacrificio di Cristo, desiderava che ci si unisse continuamente all'offerta del Sangue di Cristo alla SS. Trinità.
Con una giusta comprensione della Eucaristia essa scrisse nelle orientazioni dell'Istituto "un continuo ringraziamento" al Cuore di Gesù per i suoi doni e la sua misericordia, e "continue suppliche per ottenere l'avvento del regno di Gesù Cristo nel mondo". Fra le sue intenzioni, essa dava un posto speciale ai sacerdoti, alla loro santità, alla loro fedeltà.
Al servizio di questa spiritualità esigente, Maria di Gesù istituì una vita religiosa semplice e austera, ritmata dall'Ufficio Divino, penetrata dall'adorazione, e dove la vita consacrata fosse veramente dono di sé perché l'amore del Cristo sia conosciuto e onorato.
Essa scrisse un giorno: "II mio cuore è pieno di queste grandi cose che sono l'oblazione, l'immolazione, la comunione. (...) O Dio, se il sacrificio della mia vita miserabile può servire a propagare questo segreto d'amore, prendila ..." (Diario, 23 ottobre 1874).
Quando la vita gli fu tolta con la violenza essa era pronta a offrirsi con il Cristo.
Maria di Gesù contemplava la Madre del Salvatore ai piedi della Croce e presente nel cuore della Chiesa nascente.
La Vergine Madre era il suo vero modello.
Con Maria, la fondatrice delle Figlie del Cuore di Gesù prega e veglia perché i discepoli del Figlio di Dio non cessino di annunziare al mondo le meraviglie del suo amore.

SALUTO DEL SANTO PADRE AI PELLEGRINI

(Aula Paolo VI)


"... La figura di Maria di Gesù merita di essere onorata e auguro che meditiate il messaggio delle sue note spirituali e della fondazione del suo Istituto religioso.
L'attaccamento di Maria di Gesù all'Eucaristia è esemplare; essa ha capito in profondità l'offerta che il Cristo fa di sé stesso al Padre per la salvezza del mondo.
I cristiani di tutte le generazioni sono chiamati a essere in comunione con il Cristo nel suo atto redentore.
Maria di Gesù mostra ammirabilmente il senso di una devozione Eucaristica ben capita, unendo all'adorazione il ringraziamento, la supplica e l'offerta sincera della propria vita.
Possa la sua beatificazione trascinare più di discepoli sulle vie tracciate con il suo messaggio e con la sua vita, nella consacrazione religiosa come pure nella condizione laicale.
Invoco per voi tutti l'intercessione della Beata Maria di Gesù, e rinnovo volentieri la benedizione che rivolgo particolarmente alle Figlie del Cuore di Gesù e a tutti i loro amici".




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