Amiamo Gesł senza misura e sacrifichiamo tutto per la sua gloria: riposo, cuore e vita

Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny 

La sua vita


Maria Deluil-Martiny nasce a Marsiglia il 28 maggio 1841. Suo padre è avvocato. Risalendo nella parentela di sua madre vi si trovano alcune religiose. Maria è la maggiore di un fratello e di tre sorelle. La sua personalità si rivela all'età di undici anni quando, nel pensionato diretto da religiose, ella riunisce alcune coetanee e forma con loro una comunità in miniatura, con regola, noviziato e oblazione. Scoperta la loro esistenza, le "Oblate di Maria" vengono soppresse. A diciassette anni, giunta alla fine dei suoi studi, il 12 maggio 1858, durante un ritiro predicato da un Padre Gesuita, scrive queste note:
"Noi non possiamo usare della liberta che per sottometterla a qualche cosa. Preferiremo noi al nostro Dio e nostro buon Maestro una creatura o un desiderio del nostro cuore?
... I più intimi, i più sacri affetti umani non possono legittimare la minima resistenza al volere de Dio. E chi potrei io amare? Gesù Cristo è il solo essere amabile .
... In punto di morte non vorrei aver amato che Lui solo. Del resto, per ben vivere nel mondo, io devo aborrire il peccato, fuggire le tentazioni, odiare il mondo e quanto gli appartiene. E sarà cosa facile a me che amo naturalmente quello che il mondo ama e che temo le difficoltà?
"Vieni e seguimi" Dio mio, che bella parola! . . . e sarà per me se io la voglio!
... Si, o mio Signore, voglio darvi quanto potrò darvi, seguirvi da vicino quanto più mi sarà possibile . . . E dove andrei? Il passero trova la sua dimora; per me, mio Dio, il vostro Cuore, il vostro Cuore!
... Maestro, voi sarete sempre il mio Maestro! Fate di me quello che vi piacerà, ma vi supplico di volermi racchiudere nel vostro Cuore e di farmi soffrire una qualche cosa per la vostra maggior gloria e il vostro puro amore."

Prima di lasciare la regione lionese, Maria vuole recarsi ad Ars. II santo curato Giovanni Battista Maria Vianney è al termine della sua lunga ed eroica carriera; le folle gli si stringono attorno per vederlo e udirlo un'ultima volta: l'anno successivo Dio chiamerà a Se il suo servo fedele.
Accompagnata dalla nonna, Maria rimane due giorni a Ars senza poterlo avvicinare; accingendosi il partire fa un'ultima preghiera all'altare di Santa Filomena, quando il buon vegliardo viene ad inginocchiarsi vicino a lei: "Padre, gli dice vivamente Maria, avrei tanto desiderato consultarla riguardo la mia vocazione". "La sua vocazione, figlia mia? Ah, quanti "Veni Sancte" deve ancora recitare prima di conoscerla!" Poi la fa entrare in confessionale.
La prova non la risparmia. Rientrata in famiglia, perde la sua piccola sorella: Clemenza di dieci anni. Maria scrive "Clemenza era la metà dell'anima mia, la passione del mio cuore." Poco tempo dopo muoiono la nonna paterna e quella materna. Sua madre sempre sofferente dopo la nascita dell'ultima figlia, si fa sostituire da Maria nelle numerose opere di carità da lei animate.
Qualche anno dopo, provata dall'aridità, ella scrive nel suo diario: "Non potendo amare Nostro Signore, facevo di tutto per farlo conoscere e amare dagli altri."
Nel 1864 Maria Deluil-Martiny è nominata "prima zelatrice" dell'Opera intitolata "Guardia d'Onore del Sacro Cuore di Gesù". Questa Associazione è appena sorta; i suoi membri sceglierebbero un'ora della giornata per consacrarla in modo particolare al Cuore Adorabile di Gesù con atti e preghiere. Appena in possesso del suo titolo di zelatrice, Maria s'incarica del materiale di propaganda: medaglie, stampe, immagini e compone questo canto per le riunioni degli associati:

Formi il mondo tutto intero
Nobil guardia d'onor
E giocondo suoni il canto
Gloria, amore al Sacro Cuor!

Durante un ritiro, nel maggio del '65, Dio libera la sua anima da una dolorosa croce che l'opprimeva. Incaricata di raccogliere i pensieri sul Sacro Cuore dalle Opere di S. Francesco di Sales, lo fa con una capacità sorprendente.
L'ultimo venerdì del mese di dicembre 1866 il Rev. Padre Calage, S.J., predicando sul Sangue e l'Acqua sgorgati dal Cuore trafitto di Gesù, tocca sul vivo Maria e diviene la sua guida spirituale. Nel marzo 1867 ella perde la sua più giovane sorella, Margherita, di quindici anni.
Nello stesso anno, durante un ritiro, immersa in profonda adorazione cercava di immedesimarsi negli atti di adorazione del Cuore Sacratissimo di Gesù, per adorare per mezzo di Lui l'Adorabile Trinità. Ella ci dice allora in qual modo faceva il suo ringraziamento dopo la Comunione: "Offrivo Gesù Cristo a Lui stesso e alla SS. Trinità, (Egli me l'aveva insegnato facendomelo fare), quale sacrificio vivo nell'anima mia, e d'allora in poi non son più io che offro Gesù, e Lui che si offre in me. Si direbbe che da qualche tempo il Signore abbia innalzato un altare nell'anima mia, sul quale Egli si offre incessantemente all'Eterno Padre e all'adorabile Trinità e vuole che l'anima mia stia alla sua presenza innanzi a questo altare in continua adorazione accontentandosi di contemplarlo e di unirisi agli atti divini ch'Egli và compiendo."
Una sera di settembre, di questo stesso 1867, mentre prega in una chiesa sente Gesù dirle interiormente: "Non sono conosciuto, non sono amato . . . sono un tesoro che non è apprezzato, voglio prepararmi anime che possano comprendermi. Sono un torrente che vuol straripare e del quale non si possono più trattenere le acque! Voglio farmi delle anime che le raccolgano, voglio farmi dei calici per colmarli delle acque del mio amore . . . Ho sete di cuori che mi apprezzino e mi facciano raggiungere il fine per cui rimango sugli altari! . . . Voglio spargere tutte le grazie che furono disprezzate . . . Sai tu che cosa vuoi dire adorare? Io sono il solo che realmente adori!"
Nel novembre 1868, Maria Deluil-Martiny pronuncia un atto di donazione totale al Cuore di Gesù. Durante la S. Messa è posto sull'altare ed è firmato: Maria di Gesù, Figlia del Cuore di Gesù.
Nel 1869, così espone il suo piano: "Tutto nella futura società dev'essere per il Cuore di Gesù. Il desiderio dei suoi membri è di riparare con l'amore e con l'immolazione le offese fatte all'amore di Gesù, e principalmente quelle che lo hanno più crudelmente ferito. Tutto per il Cuore di Gesù, ma per mezzo del Cuore di Maria! Sembra che Iddio abbia riservato ai nostri tempi la gloria e la consolazione di onorare con un culto speciale e con particolare imitazione quella fase della vita di Maria Santissima che, incominciata sul Calvario, ebbe termine alla sua beatissima morte. Maria dopo l'Ascensione di Nostro Signore rimase sulla terra, sola coi suoi ricordi, sola col suo tesoro nascosto nell'Eucaristia, sola con la sposa nascente: la Chiesa, i cui inizi le erano affidati, e che doveva nutrire col sangue del suo Cuore. L'Eucaristia, i ricordi del Calvario, la Chiesa: ecco in cosa si concentra la vita della Vergine Santissima dopo l'Ascensione.
Le Figlie del Cuore di Gesù saranno le adoratrici dell'Eucaristia esposta solennemente nelle chiese dei loro Monasteri e la circonderanno del più profondo rispetto e amore: questa sarà la loro vita, la loro ragione di essere.
Esse saranno vittime con la Vergine Maria: per onorare le intime sofferenze del Cuore di Gesù, la sua immolazione mistica sull'Altare e il martirio nascosto e silenzioso di Maria. La loro immolazione sarà soprattutto interiore."
Lo stesso mese Maria scrive ancora: "Ad ogni ora Gesù Cristo s'immola sull'Altare. Si offre, ma vuol essere offerto da noi . . . Ma non solamente dobbiamo offrire Gesù, dobbiamo ancora immolarci, lasciarci immolare con Lui continuamente, e compiere quanto manca alle sua Passione" (4 settembre 1869).
"Quanto manca alla sua Passione" è per Maria di Gesù l'essenza di consolazione spirituale.
Nel gennaio 1872 muore il suo unico fratello e, in febbraio, la sola sorella che le è rimasta. Sua madre è sempre sofferente e suo padre molto indebolito dal dolore.
Il 19 giugno 1873 nella modesta capella di una casa di campagna a Berchem (Anversa) Mons. Van den Berghe impone il velo a colei che diviene: Madre Maria di Gesù e ad alcune sue compagne. Il giorno seguente, 20 giugno, festa del Sacro Cuore, dopo la prima Eucaristia comunitaria, esse recitano le 7 Parole di Gesù in Croce e il Magnificat.
La Madre Maria di Gesù ci traccia esse stessa il suo itinerario: "Unione incessante per mezzo della rinuncia e del sacrificio al Sacrificio di Gesù-Ostia sempre offerto sugli altari. Volere ciò che vuole Gesù non ci impedisce di sentire profondamente il sacrificio. Tanto meglio. Non ci si offre all'immolazione per godere, ma per soffrire."
Il fine proprio della Figlie del Cuore di Gesù, cosi si chiamano le religiose di Madre Maria di Gesù, è di rispondere per quanto è possibile, all'amore troppo sconosciuto del Cuore divino di Gesù. A questo scopo esse si propongono:
1° Di offrire al Cuore di Gesù, Sacerdote e Vittima nel Santissimo Sacramento dell'altare, una riparazione perpetua per gli orribili oltraggi fatti alla divina Maestà, specie per quelli che feriscono più profondamente questo Cuore adorabile, come i sacrilegi, le profanazioni della santa Eucaristia, l'empietà dei persecutori della Chiesa.
2° Di ringraziare continuamente il Cuore di Gesù dei suoi benefici troppo spesso misconosciuti, della sua grande misericordia verso i peccatori e soprattutto delle speciali benedizioni ch'Egli prodiga alle anime sacerdotali e religiose.
3° Di offrire incessantemente alla SS. Trinità il Sangue prezioso di Nostro Signore Gesù Cristo, con costanti supplicazioni per ottenere: l'avvento del regno di Cristo nel mondo, il trionfo della santa Chiesa, l'estinzione delle Società segrete, e soprattutto la perfezione, la santità ognor crescenti del Sacerdozio cattolico e degli Ordini religiosi.
Esse avranno come patrona e modello Maria Madre della Chiesa. Unite il più perfettamente possibile ai sentimenti e alle disposizioni della Vergine Maria, sia quando ritta ai piedi della Croce, offriva alla Giustizia divina per la salvezza del mondo, il Sangue prezioso del suo divin Figlio, sia quando, negli ultimi anni della sua vita, tutta penetrata dai ricordi del Sacrificio cruento della Croce e ravvivata continuamente dalla realtà del Sacrificio dei nostri altari, Essa si dedicava al bene della Chiesa nascente e la sosteneva con le sue preghiere e la sua immolazione nascosta, le Figlie del Cuore di Gesù non cesseranno di offrire le loro preghiere, penitenze ed occupazioni, i loro sacrifici e la loro vita stessa per gli interessi della Chiesa cattolica, del Sacerdozio e degli Ordini religiosi."
Esse celebrano la liturgia delle ore; si alternano ogni mezz'ora in adorazione davanti al SS. Sacramento esposto. Seguono la regola di S. Ignazio. Le Costituzioni sono approvate nel 1876 dal Card.De-champs. Arcivescovo di Malines. Il 17 agosto 1878 la Basilica del Sacro Cuore a Berchem (Anversa) viene affidata al loro Istituto: essa è le Paray-le-Monial del Belgio. Il 22 dello stesso mese, cinque religiose pronunciano i voti perpetui. La fondazione di un monastero a Aix in Provenza nel 1877, è seguita nel '79 da quella della Servianne presso Marsiglia.
Madre Maria di Gesù scrive alla sue consorelle: "... O Agnello del Padre Celeste accettaci come tuoi agnelli; segnaci per l'immolazione; uniscici a tè sulla Croce e sull'altare, forma il nostro cuore sul modello del tuo Cuore di vittima! ... E se la mia povera vita può servire a condurre a Tè le anime di cui il tuo Cuore ha sete, prendila, te ne supplico, o amor mio! ma almeno trionfa come sposo sulle anime dell'Istituto e come Re su tutti i cuori!" (8 dicembre 1882).
Ecco come Maria di Gesù vede la mortificazione: "Le sofferenze causate dal caldo e dal freddo sono vere fortune per un'anima mortificata. Sopportate in silenzio esse sono una mortificazione preziosa; nessuno le vede e se n'accorge: tutto è per Gesù solo."
Madre Maria de Gesù scrive ad un'amica: "II mio cuore sanguina per il trionfo scandaloso dell'empietà e delle sette! Ed è per riparare tali oltraggi che il nostro Istituto è sorto. Ah, se potessi lavarli col mio sangue! Se avessimo un cuore di serafini!" (10 gennaio 1883).

Madre Maria di Gesù scrive durante un ritiro: "La mia particolare attrattiva è la gloria di Dio per mezzo di Gesù Cristo. Per Gesù Cristo, con Gesù Cristo e in Gesù Cristo, vi siano resi ogni onore e gloria, o Padre Onnipotente, in unione con lo Spirito Santo! Queste parole racchiudono tutta la mia attrattiva con queste altre: Continua offerta a Gesù Cristo e alla SS. Trinità. Unione di amore. La sua vita in me. La mia vita in Lui! Dio lo vuole! Sono sua per l'eternità, nell'Istituto del suo Cuore, nonostante l'angoscia, l'agonia e la morte."
Essa è pronta per il supremo sacrificio. Il 27 febbraio 1884 è assassinata alla Servianne dal giardiniere del convento che quello stesso mattino aveva mandato al giornale "L'Hydre anarchiste" la lettera seguente: "Si comincia con uno per giungere a cento. Voglio avere la gloria di essere stato il primo a cominciare, aprendo la strada a coloro che avranno abbastanza coraggio per seguirmi. Non è con le parole che si cambiano le cose. Se voi volete che i vostri affari vadano bene, fateli voi stessi e non scoraggiate coloro che sono decisi a morire gloriosamente combattendo per la buona causa. I giornali di Marsiglia vi parleranno delle mie gesta. Comincerò con l'incendiare un convento di religiose, uccidere la Superiora e la Vice-superiora che mi hanno gettato sul lastrico. Compagni, vi saluto e faccio assegnamento su di voi perché mi vendichiate e pubblichiate la mia lettera."
La sua vittima muore dicendo "Gli perdono per l'Opera!"

di Padre P. Penning de Vries S.I.

 




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