Amiamo Gesł senza misura e sacrifichiamo tutto per la sua gloria: riposo, cuore e vita

Gloria e Liturgia della Parola

Con questa meravigliosa lode, siamo invitati a rivolgerci personalmente al Padre al Figlio e allo Spirito Santo, come in un nostro riconoscente Magnificat, che inizia con le parole dell'Angelo a Betlemme nella notte di Natale. È inno di lode, di benedizione, di glorificazione e di ringraziamento per la sua gloria immensa! A Lui si chiede di accogliere la nostra supplica, di ottenere perdono, proprio perché Dio solo è Santo e l'Altissimo! - È un inno che apre il cuore verso la grandezza e bontà divina.
Madre Maria ci suggerisce:
"Tu sei il solo Santo, il solo Altissimo, o Gesù Cristo! Ecco perché dobbiamo esaltare Gesù Cristo con l'adorazione, con lo splendore del culto, con immenso rispetto, con fede vivissima e con la virtù di religione portata al più alto grado che, attinta in Gesù Cristo, risale dalle nostre anime a Lui e per Lui all'adorabile Trinità."
Ed ancora:
Il mondo non vuol più saperne di Gesù Cristo: arrossisce di Lui, lo odia, lo disprezza strappandolo dai cuori e dalla società. A queste empietà sataniche rispondiamo con aperta fermezza: "GESÙ DEVE REGNARE" (1 Cor 15,25) poiché "A LUI APPARTIENE IL DOMINIO DEI SECOLI E TUTTE LE NAZIONI GLI SONO DATE IN EREDITA " (Pt. 4,11). "Gesù nostro Fratello, nostro Salvatore, nostro Amico e nostro Sposo deve regnare pienamente in noi stesse, senza riserve né egoismo; deve regnare in tutti i cuori del mondo. Per questo suo Regno noi pregheremo, ci santificheremo, morendo quotidianamente a noi stesse. Tutte saremo con Lui. Gesù regnerà ... più Egli sarà tradito più lo ameremo. Apparteniamogli e amiamolo in eterno perché Lui deve regnare!"
L'orazione di colletta
Si chiama colletta quella preghiera che, dopo gli atti iniziali della Messa, intende dare alla comunità riunita le intenzioni da fare proprie in quel giorno o in quella solennità che si celebra. Cambiano quindi quasi in ogni Messa e sono sempre dense di significato teologico e apostolico. Quelle più antiche inoltre sono (con tutto rispetto delle più recenti) molto devote, riverenti, piene di semplicità e umiltà. Queste orazioni si chiamano "colletta" perché sono preghiere della comunità ecclesiale appena raccolta per la S. Messa.
Esse hanno anche un altro pratico fine: disporre l'animo di ogni membro della comunità all'ascolto devoto ed attento della parola di Dio.
Madre Maria dà anche a questo riguardo qualche insegnamento ed esortazione.
"O Signore, esaudisci le preghiere della tua umile serva: fai brillare nel tuo santuario lo splendore del tuo volto, e rivolgi il tuo sguardo benevolo verso la nostra comunità, nella quale invochiamo il tuo nome e il tuo amore.... "
Ed ancora:
"O Gesù rendi grandi i nostri cuori, fortifica la nostra capacità di amare e per questo rendici più disponibili a soffrire e a sacrificarci; e consapevoli del nostro niente, immergici nei tuoi dolori, affinché possiamo essere unite un giorno al tuo amore che trionferà nei cieli.
Amiamo Dio Amore"

Liturgia della parola
La liturgia della parola è composta dalle letture scelte secondo il tempo e il giorno liturgico, dal salmo responsoriale, dall'acclamazione al vangelo, dal brano del vangelo, dalla omelia, dal credo e dalla preghiera universale. 
Nella liturgia della parola Dio parla al suo popolo, gli manifesta il mistero della Redenzione e dell'eterna salvezza e offre un nutrimento spirituale.
Cristo stesso è presente in mezzo ai suoi fedeli per mezzo della sua parola.
I brani dell'antica e della nuova Alleanza sono molto numerosi, sapientemente assortiti e (messi) ben collegati nei tre cicli liturgici A.B.C. e nella liturgia feriale ordinaria, di avvento, di quaresima e di Pasqua.
La parola di Dio è la lunga storia dell'amore di Dio per l'uomo, creato per divina volontà, redento con la "prova più grande" di amore da Gesù Figlio di Dio, con la partecipazione attiva del Padre e dello Spirito Santo.
La parola di Dio, per la creatura umana deve diventare un appello eloquente ed efficace per suscitare nella volontà attrattive interiori per rispondere in maniera più pratica al divino amore.
C'è solo bisogno di attento ascolto della "buona notizia" e delle divine proposte per credere, convertirci e diventare fedeli discepoli.
Potessimo anche noi comprendere, assimilare e corrispondere alle divine proposte della parola di Dio con quell'amore totale che ebbe Madre Maria di Gesù!
La frase seguente, anche se riassuntiva, è assai eloquente; tenerla presente durante la liturgia della parola sarà stimolo ed esempio efficace.
L'ascolto senza fede e senza un amore totale, è troppo povero e non converte perché non fa cambiare il modo di pensare.
Madre Maria non ha fatto così.
Ascoltiamola e facciamone tesoro.
"Amalo tanto Gesù che ti ha amata fino alla povertà del presepe, fino all'umiltà di Nazareth, alla privazione del deserto, all'estremo della Cena, all'agonia del Getsemani, al disprezzo del Pretorio, al tormento dei flagelli e delle corone di spine, fino al martirio dell'addio a sua Madre, al supplizio della croce, alla sete ardente dell'ultima ora, fino all'ultimo battito del suo cuore, alla ferita della lancia ed all'esaurimento del suo sangue dalla sua sacra ferita .... Oh, amalo, amalo!
"Vieni e seguimi!" O Dio Mio, che bella parola! E sarà per me ... se io lo voglio!
Là troverò la pace, la felicità, il coraggio, la salvezza!" 
Salmo responsoriale
Il Salmo responsoriale è un salmo con un ritornello adatti e invitanti ad approfondire il significato delle letture proclamate per applicarle alla vita e per avere nella giornata una giaculatoria (invocazione ardente di fede e di amore) con la quale parlare con Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, per rendere più attuale la carità e più efficace la volontà verso il bene.
II salmo viene letto da una persona singola ed il popolo risponde con il ritornello che si ripete più volte.
Tutto ciò è in relazione a quanto la parola di Dio ha comunicato a riguardo della festa che si celebra o alla feria che ricorre per poter così approfondire il significato delle letture e così ricordarle e ripensarle durante la giornata con applicazioni pratiche nella vita.
Suggerire queste invocazioni da ripetere con amore durante la giornata, sembra quanto mai utile per non dire necessario, in un tempo nel quale sembra che si dia più risalto al fare, al sociale, piuttosto che al dialogo affettivo con il Signore.
Madre Maria, per l'elemento che nel messale prima della riforma era chiamato Graduale e teneva il posto dell'attuale Salmo responsoriale, ha un suggerimento adatto a quanto prima indicato per la partecipazione del fedele.
"Oggi Gesù si serve della mia debole voce per rivolgervi un appello decisivo, un appello alla vera vita religiosa (e, per i fedeli, alla vera vita cristiana); un appello alla vita di perfezione: chi tra voi ama il Cuore di Gesù, lo segua!...
Tutto potete in colui che vi conforta, se vorrete generosamente e non vi limiterete a deboli desideri.
Volete rispondere all'invito dell'Amore?...
Con la grazia eleviamo il nostro animo, lasciamo da parte le cose della terra, soprattutto abbandoniamoci e cerchiamodi vedere Gesù solo!..." 
L'alleluia prima del Vangelo
Il cristiano che ha ascoltato bene la parola di Dio, che ha cercato di comprenderla nel modo più utile possibile, cantando l'Alleluia dopo la lettura, esprime quello che deve essere il vivo sentimento di riconoscenza dell'anima del credente e serve a disporre bene per l'ascolto dell'omelia. "Lode a te, o Cristo, per quanto fu letto e quanto ora ascolterò per meditare bene sulla tua volontà divina".

Ascolto della lettura del Vangelo
Se durante la Messa si è fatto con impegno lo sforzo spirituale di sentire accanto a noi il Verbo divino per imparare da Lui la via del bene, allora, nell'ascoltare la sua parola proclamata nel Vangelo, sarà più facile sentire la sua voce, per capire i suoi insegnamenti, le sue proposte, i suoi doni, i suoi gusti, le sue sofferenze, le sue compiacenze... Quindi ascoltare Gesù dalla lettura del Vangelo sarà una vera scuola: Gesù, vicino e presente come maestro, troverà uno scolaro attento e innamorato che gioirà di essere sempre più discepolo diligente.
Madre Maria ci esorta a questo.
"La povera natura ha sempre qualche paura, qualche esitazione e calcolo da fare sul possibile o il probabile; cose però, queste, che sono come il vento leggero che increspa la superficie dell'acqua.
Ma, nel fondo, l'acqua è calma e, con la grazia, la volontà rimane piena di fiducia e di amore, ancorata nell'oceano dell'abbandono, all'onnipotenza, all'onniscienza, all'amore del Cuore di Gesù.
Oh! Maestro divino, quali vie sono più sapienti, più brevi, più sicure, più amorevoli delle tue?
(Quando ci parli) Puoi Tu avere altri scopi se non quelli della tua gloria e della santificazione dei tuoi prediletti? Puoi Tu sbagliare o ingannarli circa la via che assegni loro?
Non è forse dall'eternità che il tuo amore pesa gli avvenimenti, dispone degli uomini e delle cose per farle tutte arrivare, con sicurezza e rapidità, ai tuoi scopi divini?... Lasciamo fare Gesù...lasciamo che diriga tutto Lui!
Quali sono i gusti di Gesù?... Povertà, sofferenza, umiliazione, disprezzo, oscurità, obbedienza, purezza, semplicità, verità, sacrificio, dolcezza!
E i suoi desideri?... La sete della gloria del Padre, delle anime, di amore e di unione con le nostre anime, sete di immolazione e di donazione..." 
Omelia
Dice il commento del messale:
"L'omelia fa parte della liturgia della parola. Essa è necessaria per alimentare la vita cristiana. Consiste nella spiegazione di qualche aspetto delle letture della Sacra Scrittura o di un altro testo della liturgia, tenendo conto sia del mistero che si celebra sia delle particolari necessità di chi ascolta." Importante, per ogni anima che vuole progredire nella vita spirituale, l'ascoltare con fede la spiegazione della divina parola, confrontarla con la sua vita pratica e formulare efficaci propositi di imitazione degli esempi e degli insegnamenti del divino Maestro.
Certamente è assai utile, per non dire necessario, che l'anima più che badare alla forma delle espressioni che vengono usate, cerchi di ricavare quanto giova l'unione all'altare, l'unione al sacrificio, l'identificazione della propria vita a quella del Maestro divino.
Credo
La liturgia della parola prima di eseguire l'azione dell'Offertorio, vuole che la comunità cristiana rinnovi l'atto di fede in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, nella Chiesa, nella risurrezione e nella vita eterna. Così l'anima è portata alle cose di Dio per viverne.
Madre Maria si esprime così:
"Confessiamo dinanzi al cielo e alla terra, con la fedeltà del nostro amore e con la santità della nostra vita, Colui che un giorno ci riconoscerà davanti ai suoi Angeli, secondo la sua promessa."
La Beata Madre Maria ci esorta così a rendere sempre più fondamentale per la vita quanto affermiamo nel Credo. Tale formula recitata a voce alta dall'intera comunità deve impegnare alla comune solidarietà nel credere profondamente e nel vivere coerentemente. Che non ci sia il mare, fra il dire e il fare.
Preghiera universale o preghiera dei fedeli
Si chiama con questo nome la serie di intenzioni di preghiere che il popolo è invitato a presentare al Signore dopo aver recitato il credo.
"In essa il popolo, esercitando la sua funzione sacerdotale, prega per tutti gli uomini e, normalmente, con questa successione:
1° - Per il Papa e per la Chiesa;
2° - Per i governanti e per la salvezza di tutto il mondo;
3° - Per quelli che si trovano in difficoltà;
4° - Per la comunità locale;
5° - Per alcune intenzioni adatte a circostanze particolari;
Per essere più uniti e fiduciosi nell'orazione può giovare questo pensiero della B. Madre Maria:
"Si degni il Signore esaudirci nel giorno della prova e il cuore del nostro Dio ci protegga.
Ci mandi il suo aiuto e ci preservi da ogni male dall'alto di quel trono che Egli ha permesso alle nostre mani di innalzargli quaggiù!
Ricordi il nostro umile sacrificio, e l'Ostia santa immacolata sui nostri altari ci riconcili con la divina giustizia.
Confidiamo gli uni nelle forze degli altri, quanto a noi, la nostra fiducia è nel nome e nel cuore del nostro Dio, e nella bontà della nostra Madre celeste". (Parafrasi del Salmo XIX)

 




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